Migliorare i movimenti funzionali delle spalle.

Quando parliamo di “articolazione della spalla” ci riferiamo normalmente alla sola articolazione gleno-omerale, nonostante questa sia una soltanto delle 7 giunture che costituiscono il cingolo scapolo-omerale. Sette giunture che avvolgono la spalla creando una vera e propria “cuffia dei rotatori” dalla faccia anteriore del corpo a quella posteriore. Il problema è che, dimenticando questa conformazione avvolgente, non includiamo nei movimenti la scapola e mettiamo l’omero in collegamento diretto con la clavicola determinando una leggera lussazione, causa di diversi disturbi. L’omero, osso del braccio, dovrebbe invece comunicare con tutta la superficie cava della cavità glenoidea. Nel corso del seminario esploreremo da un punto di vista Feldenkrais i movimenti funzionali e integrati delle diverse parti.

La foto raffigura un cartellone pubblicitario di qualche anno fa che invitava a visitare un Paese del Nord. E’ uno degli scatti del fotografo norvegese Arno Minkkinen in una delle sue immersioni corporee nella natura mentre si assimila a tronchi, radici, sassi e montagne. Le sue spalle sembrano molto libere mentre si aprono come ali.

 

 

I MOVIMENTI DELLA COLONNA

“La struttura della colonna vertebrale consente una mobilità tridimensionale, e ciò significa che possiamo chinarci in avanti, piegarci lateralmente e ruotare in direzione della nostra schiena, lungo i tre piani di spostamento. Allo stesso tempo, a livello osseo, la colonna vertebrale garantisce la stabilità posturale attraverso i corpi delle vertebre e un ‘traliccio’ stabile cui si attaccano le membra, i muscoli e il tessuto connettivo. E’ proprio questo equilibrio fra mobilità e stabilità che dobbiamo ricercare per la nostra colonna vertebrale.” Andrea Olsen – ANATOMIA ESPERIENZIALE – Nel corso del seminario esploreremo da un punto di vista Feldenkrais, i movimenti tridimensionali della colonna che permettono maggiore libertà e forza.

MUOVERE GLI OCCHI PER UNA COLONNA FLESSIBILE E FORTE

Sabato 28 Ottobre 2017 a Como

Quando i movimenti della nostra colonna vertebrale con il tempo diventano limitati e rigidi, pensiamo che il problema sia dovuto a qualcosa di sbagliato che facciamo oppure, alla riduzione dei movimenti che facciamo nell’arco della giornata. 
Difficilmente pensiamo che i cambiamenti della qualità della visione e i relativi aggiustamenti posturali che adottiamo per vedere meglio, allontanando la testa per leggere o piegandola per vedere da vicino, possano essere responsabili della rigidità della nostra colonna.
Anche la mobilità dei muscoli oculomotori che regolano il movimento degli occhi per la messa a fuoco a differenti distanze, la cosiddetta accomodazione, e che ci consentono di rivolgere gli occhi in tutte le direzioni senza muovere la testa, possono essere disfunzionali e stimolare compensazioni reclutando i muscoli della schiena.

Nel corso del seminario esploreremo questi temi, integrandoli con i movimenti della colonna e dell’intero corpo per migliorare i movimenti in generale del rachide e degli occhi stessi.